Tutti gli articoli di Alessandro Caragnano

Migranti, arrestato passeur sloveno

I carabinieri di Gorizia hanno arrestato sabato scorso, 2 dicembre (la notizia è stata diffusa soltanto stamane), un cittadino sloveno ricercato dal gennaio 2016. In particolare, nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto ai reati contro il patrimonio, intensificati in questi giorni in vista delle imminenti festività natalizie e di fine anno, durante un posto di controllo i militari delle stazioni di Lucinico e Capriva hanno fermato in via Udine una Fiat Punto grigia, con targa slovena, a bordo della quale stavano viaggiando due stranieri, tra cui il ricercato, S.J. le iniziali, nato a Idrija nel 1965. Nei suoi confronti, è stato appurato durante le successive verifiche, pendevano una sentenza di condanna del tribunale di Udine del 1998 e un’altra del tribunale di Gorizia del 2007, con una condanna complessiva di 3 anni e 8 mesi di reclusione per i reati di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Lo straniero, che aveva scontato solo in parte la pena, risultava latitante dal gennaio 2016.

«Ho urlato come Rocky»

Si è conclusa fortunatamente con un lieto fine la fuga di Egidio e Jessica, i due ragazzi che nei giorni scorsi erano partiti da Gorizia alla volta di Milano. Nel capoluogo lombardo, da dove una prima segnalazione era già arrivata domenica scorsa, erroneamente catalogata da alcuni come una falsa pista, sono stati individuati e recuperati dal padre di Egidio, Angelo Oliva, che ha voluto esprimere attraverso il Foglio, che per primo ha rilanciato l’appello delle due famiglie domenica scorsa, il proprio personale ringraziamento alle forze di polizia e descrivere le proprie sensazioni dopo aver riabbracciato il figlio. «Quando ho ritrovato Egidio mi sono lasciato andare a un urlo di liberazione che deve essersi sentito in tutto il quartiere. A ripensarci, oggi, mi ricorda l’urlo di Rocky Balboa nella scena finale del primo capitolo, quando chiama “Adriana”». Insomma, il clima in casa Oliva sembra essere ritornato alla tranquillità di tutti i giorni, dopo il grande sospiro di sollievo per il ritrovamento dei due ragazzi, il cui tentativo di fuga presenta ancora alcuni punti interrogativi ai quali forse mai sarà data risposta. E in fin dei conti è giusto che certe emozioni e certi sfoghi rimangano protetti dalle mura domestiche, soprattutto quando i protagonisti della storia hanno rispettivamente 17 e 16 anni. «Jessica per noi è come una seconda figlia -ha aggiunto il padre del ragazzo- quando sono andato a riprenderli è inutile dire che sono scoppiato in lacrime, ho scaricato in un istante tutta la tensione e le emozioni che avevo accumulato in questi giorni». «Un nostro amico di famiglia era riuscito a mantenere i contatti con i ragazzi attraverso una chat -ha raccontato ancora Angelo Oliva- e siamo venuti a conoscenza del fatto che per problemi di soldi avevano dovuto vendere i loro telefonini, stavano scrivendo da un Internet Point nei pressi della stazione di Milano. Da qui è iniziata la lunga operazione per riportarli a casa, passata anche e soprattutto attraverso la professionalità di un operatore della centrale operativa 113 di Milano, che per un’ora ha mantenuto aperta la linea sia con me che con il direttore della Posta dove abbiamo effettuato l’operazione del finto vaglia». È stato questo infatti lo stratagemma con cui i ragazzi sono stati attirati presso l’ufficio postale di Milano, dove sono stati individuati e successivamente fermati per essere riconsegnati alle rispettive famiglie. «Io ci ho sempre creduto e alla fine della storia posso dire che è andata bene. Sento il dovere di ringraziare il maresciallo Rosario Antonio Capri, comandante della Compagnia carabinieri di Gorizia, il maresciallo Cavallaro, un amico di famiglia (P.C. le iniziali che ha voluto diffondere la famiglia), un professionista eccellente della sala operativa del 113 di Milano, e uno squisito direttore delle Poste, e tutti coloro che hanno potuto collaborare».

Nubifragi, Gorizia risparmiata

Udine e Trieste in preda a pioggia e temporali. Mentre Gorizia, dopo le forti piogge dell’altro giorno che hanno riempito d’acqua diverse strade della periferia e del centro, è stata solamente lambita, perlomeno dall’ondata di maltempo più violenta. Quella che a Trieste ha causato l’allagamento di via Svevo e delle Rive, come si può vedere nella foto scattata ieri da Ermes Zoccolan, ma anche della zona di Cavana, piazza della Borsa, la galleria Tergesteo e il centro commerciale Torri d’Europa, letteralmente invaso dall’acqua per danni tutti ancora da stimare. La stessa sorte che l’altro giorno è toccata al centro commerciale Città Fiera, quando i temporali più forti si erano scatenati sopra Udine. Soltanto nell’Udinese, in due giorni di allerta, sono scesi in strada ben 230 volontari della Protezione Civile, alcune squadre hanno anche operato nella provincia di Pordenone, mentre a Trieste la situazione lungo le Rive, la più critica, dove l’acqua in alcuni momenti sembra abbia raggiunto un livello di 30 centimetri, è stata tenuta sotto controllo dai Vigili del fuoco. Nell’Udinese oltre alla pioggia, è caduta a tratti anche grandine. Si segnalano allagamenti in cantine, garage, strade e sottopassi. Interventi limitati all’asportazione di qualche ramo caduto sulla strada, invece, nell’Isontino, in particolare nella zona tra Fogliano Redipuglia e Peteano. Gorizia graziata, dunque, nonostante in un primo momento sembrava si stesse per ripresentare il medesimo quadro meteo di sabato. Le previsioni per questo incipit di settimana ci presentano una giornata di oggi con cieli variabili, possibili rovesci e qualche temporale, che si scaricheranno comunque con maggiore probabilità sulla fascia prealpina e alpina. Domani al mattino cielo in prevalenza coperto con piogge sparse, alle quali potrebbero seguire delle schiarite. Non si escludono rovesci e temporali. Mercoledì e giovedì ancora tempo instabile con possibilità di rovesci anche abbondanti e temporali.

Eravamo all’avanguardia…

Dopo 25 anni l’ambulanza “O 205” fa ancora bella mostra di se nel parcheggio del San Giovanni di Dio. A lei è legato l’avvio (era il 1991) della prima centrale operativa del 118 a livello provinciale in Friuli Venezia Giulia, e secondo Milan Devetak, uno dei mitici del 118 ora in pensione, anche in Italia (sempre dimensione di provincia). La sede, ovviamente a Gorizia, che per la sua centrale 118 balzò agli onori della cronaca nazionale grazie alla Rai, o meglio alla rubrica tv “Samarcanda” di Santoro, che venne nella nostra Città ad intervistare gli operatori del sistema. Dopo la nostra centrale partirono le altre tre provinciali, a Pordenone, Udine e Trieste. Un ricordo ancora ben vivo quello di Devetak e altri colleghi di allora, come del resto i tanti interventi, i viaggi, nonché le vite salvate, le più, e quelle no. Ricordi, ma anche immutata passione e amore per un mestiere delicato, e che funzionava. Un mix che oggi si vela di tristezza nel vedere sentimenti e certezze del passato, che ora vengono sacrificati sull’altare del contenimento della spesa, a scapito dei cittadini. La dimostrazione ultima è il ridimensionamento dei mezzi salva vite, ma più in generale di quel assurdo piano dell’emergenza-urgenza, figlio dell’altrettanto assurda riforma sanitaria, addirittura peggiore di quella abbozzata dai predecessori del duo Serracchiani-Telesca, ovvero Tondo e Kosic. Ma le “mutilazioni” non finiranno qui. Un nuovo grido d’allarme viene dagli addetti ai lavori: «attenti alla cardiologia». E ora più che mai visto che è stato nominato il primario, la dottoressa Gerardina Lardieri, allieva di Fulvio Camerini, e che ha lavorato con Gianfranco Sinagra, due grandi. Proviene da Trieste e guiderà la cardiologia integrata di Gorizia e Monfalcone. Integrata come? Che tipo di servizi avrà uno e l’altro ospedale? Da sempre si parla di eliminare i doppioni. Non facciamo discorsi di campanili, ma solo di sanità isontina che sta subendo continui tagli. Forse è arrivato il momento di alzare la voce e far capire che con la salute non si può scherzare e quindi che i tagli si possono fare fino ad un certo punto. Riorganizzare il settore è doveroso, gli sprechi ci sono, in vari settori della sanità, e ognuno deve fare sacrifici, iniziando dai manager, o presunti tali.

Shopping con il bancomat rubato, badante denunciata

Aveva probabilmente approfittato del ricovero del padrone di casa per trafugare dal portafogli il suo bancomat e utilizzarlo per uno shopping sfrenato da migliaia di euro. Sono state fondamentali le registrazioni della video sorveglianza di alcuni istituti di credito di Gorizia ed esercizi commerciali d’oltre confine per incastrare una donna di 45 anni (non sono state fornite le iniziali) e un uomo di 46, entrambi italiani e residenti nella nostra provincia, denunciati per furto aggravato della carta bancomat e utilizzo indebito della stessa. Ad accorgersi di tutto la figlia del padrone di casa, un anziano signore che dopo diversi ricoveri ospedalieri aveva trovato ospitalità e assistenza proprio a casa della figlia. Un giorno, l’uomo chiede alla donna di andare a casa sua per prendere il proprio portafoglio, dove conservava il bancomat. Bancomat che però la figlia non riesce a trovare. A questo punto, non notando segni di effrazione, decide di recarsi in banca a chiedere una lista movimenti dalla quale sono emersi numerosi prelievi e l’ammanco di varie migliaia di euro. Nel corso della denuncia, la donna ha segnalato ai carabinieri che, oltre a lei, ad avere le chiavi dell’abitazione dell’uomo era anche la domestica. È bastato visionare i filmati di una delle banche in cui sono stati effettuati i prelievi più recenti per riconoscere la domestica, per altro già nota alle forze dell’ordine, nell’atto di ritirare il denaro. Da una seconda registrazione, effettuata stavolta presso un gommista d’oltre confine, è emerso che a utilizzare il bancomat era anche un uomo, poi identificato nel marito della domestica che ha acquistato con la carta quattro pneumatici. Le prove erano sufficienti per richiedere una perquisizione nell’abitazione dei due, dove sono stati ritrovati il bancomat con il relativo codice, e gli pneumatici acquistati in Slovenia.

Gorizia sott’acqua

Doveva arrivare e, puntuale, è arrivata. Due violenti nubifragi hanno fatto piombare sott’acqua la nostra città, sulla quale tra l’acquazzone del tardo pomeriggio e quello della notte sono caduti circa 50 millimetri di pioggia, secondo dati meteogo.it. A Lucinico l’asticella del pluviometro ha toccato invece i 60 millimetri. Tante le strade allagate, dalla periferia a quelle più centrali come si può vedere nelle foto in fondo a queste righe, ma fortunatamente in nessun caso per risolvere la situazione è stato necessario l’intervento della Protezione civile, concentrata in altre località ben più colpite dai temporali rispetto a Gorizia, né dei Vigili del fuoco. Unico intervento per liberare dall’acqua lo scantinato di un condominio, e a Fossalon per il recupero di tre vecchi pali della linea telefonica che non hanno retto alle raffiche di vento. Su Gorizia, oltre alla pioggia, in alcuni tratti sono scesi anche piccoli chicchi di grandine. Più colpita la zona dell’Udinese, da Martignacco dove sono finiti sott’acqua ben dieci abitazioni, fino a Povoletto dove il pluviometro ha registrato precipitazioni per quasi 100 millimetri. In gran parte della provincia udinese poi allagate strade, sottopassi chiusi al passaggio delle auto, scantinati e garage. La situazione critica ha richiesto l’intervento in tutto di un centinaio di volontari della Protezione civile e trenta Vigili del fuoco. E l’ondata di maltempo non è ancora finita. Oggi previsti ancora fenomeni piovosi e temporaleschi al mattino sulla fascia orientale della regione, la nostra, e temperature in lieve calo. In giornata cielo variabile, più nuvolosi sulla nostra zona dove non si escludono nel pomeriggio altri rovesci e qualche temporale. Domani e martedì tempo instabile su tutta la regione, con cieli generalmente nuvolosi e qualche schiarita. Ma non si escludono locali rovesci, specialmente in montagna.